ALLA SCOPERTA DEI TEATRI UNESCO: IL TEATRO FERONIA DI SAN SEVERINO MARCHE

Dalle origini al nuovo teatro ottocentesco 

Il Teatro Feronia si affaccia sull’imponente Piazza del Popolo, cuore di San Severino Marche, uno spazio ellittico delimitato da due schiere quasi continue di edifici porticati, molti dei quali di notevole valore architettonico. Una prima struttura in legno venne inaugurata nel 1747 come Teatro dei Condomini, quando la demolizione del Palazzo Consolare privò la cittadina di uno spazio pubblico per le rappresentazioni. Il rischio di incendi portò infine a sostituirlo con un edificio in muratura, realizzato dal 1823 al 1828 su progetto di Ireneo Aleandri, nativo del luogo. Nell’occasione alcuni aristocratici proposero di intitolarlo alla dea italica Feronia, alla quale era dedicato un tempio che sorgeva nella vallata del fiume Potenza. 

L’architettura e l’identità civica 

All’esterno, l’edificio si integra armoniosamente nel contesto architettonico, presentando una facciata in mattoni con portico a cinque arcate e due ordini di finestre con cornici in pietra, simile a quella di altri edifici nella piazza. L’ingresso avviene attraverso un atrio suddiviso da quattro colonne, seguito da un ambiente dal quale si accede alla sala a ferro di cavallo, ai tre ordini di palchi e al loggione per mezzo di due scalinate simmetriche. 

Gli interni e l’apparato decorativo 

Nella sala, una particolarità architettonica sono le voltine triangolari a vela che uniscono le pareti al soffitto. Tra le decorazioni, in gran parte opera di Raffaele Fogliardi e Filippo Bigioli, spiccano il rosone centrale, attorniato da medaglioni ottagonali dove sono raffigurate le Muse, e i pannelli ottagonali dei primi due ordini di palchi, raffiguranti cherubini, animali e fiori su fondo azzurro. 

Il sipario, opera degli stessi artisti, riveste un’importanza sia artistica che storica. Richiamandosi al mito fondativo di Feronia e di Septempeda, la città romana da cui ebbe origine San Severino e i cui resti sono visitabili come parco archeologico gestito dalla Soprintendenza, raffigura infatti la sacerdotessa Camurena Cellerina mentre compie il rito di liberazione di uno schiavo davanti al tempio della dea, suggerendo come la cultura che si trasmette in questo luogo sia il fondamento della libertà di pensiero di ogni cittadino. 

Un teatro vivo 

Gestito dal Comune, il teatro riveste particolare importanza per la comunità locale, ospitando nel corso dell’anno una stagione teatrale, una stagione sinfonica, spettacoli di circo contemporaneo e festival, progetti scolastici e numerose altre iniziative, tra cui spettacoli amatoriali, conferenze, iniziative istituzionali e visite guidate. 

La Tutela

Il Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione datato 21 febbraio 1961 dichiara l’interesse particolarmente importante del Teatro Feronia ai sensi della Legge 1 giugno 1939 n. 1089 perchè “importantissimo esempio di architettura teatrale di particolare finezza espressiva opera certa dell’arch. Ireneo Aleandri – costruito all’inizio del XIX secolo” che verrà notificato, come si legge nell’apposito verbale, al Presidente del Condominio teatrale Feronia, proprietario del bene.

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