Dalle origini al nuovo teatro ottocentesco
Inserito nel centro storico medievale della città, di fronte al suggestivo Chiostro Maggiore di San Francesco e a pochi passi dal cuore cittadino di Piazza del Popolo, il Teatro Ventidio Basso fu edificato tra il 1839 e il 1846 su progetto di Ireneo Aleandri, Giovanni Battista Carducci e Gabriele Gabrielli per sostituire la sala in legno presente fin dal XVI secolo nel Palazzo dell’Arengo. Per volontà del comune e della Società dei Palchettisti, il teatro divenne così un edificio autonomo nel tessuto urbano, realizzato nello stile neoclassico che guidava in quegli anni il rinnovamento urbanistico della città e interamente rivestito di travertino locale.
L’architettura e l’identità civica
Il ruolo centrale nella vita pubblica e artistica dei teatri condominiali si intreccia qui con l’orgoglio cittadino, il revival dell’architettura classica e la storia romana della città, a cominciare dalla facciata, che propone al centro un portico e al piano superiore una loggia chiusa, scandite da colonne ioniche e sormontate da un frontone triangolare. Unica nel suo genere è poi l’intitolazione, che non rimanda alla musica, alle arti o alla mitologia, ma celebra invece l’eroe cittadino Ventidio Basso, generale romano vincitore contro i Parti.
Gli interni e l’apparato decorativo
All’interno, l’atrio è scandito da quattro colonne ioniche e da nicchie con le statue di Giorgio Paci raffiguranti Apollo, Minerva e le Arti; a predominare è il bianco degli stucchi e delle decorazioni.
Nella sala a ferro di cavallo, scandita da quattro ordini di palchi e un loggione, colpiscono invece il rosso dei velluti e l’azzurro dei palchi e delle balaustre; il rosone centrale del soffitto, decorato con motivi a imitazione di un intaglio, si staglia in un cielo dai toni rosati, popolato da quattro Muse e quattro amorini, eseguito nel 1872 con uno stile che sembra anticipare la nuova stagione del Liberty.
Il sipario storico del Recanatini, raffigurante Piazza del Popolo, e le due grandi tele barocche esposte nel ridotto, ritraenti il generale Basso e Papa Niccolò IV, impreziosiscono l’edificio e ne sottolineano ulteriormente il ruolo civico e sociale nella vita cittadina.
Un teatro vivo
Nei quasi due secoli di vita, il teatro ha mantenuto intatto il suo ruolo centrale nella vita culturale di Ascoli Piceno, rivolgendosi soprattutto alle famiglie e alle scuole, ospitando una stagione teatrale a loro dedicata, oltre a opere liriche, eventi annuali di danza, musica e teatro, conferenze, visite guidate e aperture speciali.
La tutela
Il Decreto del Soprintendente Regionale delle Marche del 2 luglio 2004 dichiara l’interesse particolarmente importante del Teatro Ventidio Basso ai sensi degli articoli 2 e 5 del Decreto Legislativo del 29 ottobre 1999 n. 490, allora vigente, esplicitando con un provvedimento espresso il carattere storico artistico del bene.
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